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giovedì 16 gennaio 2014

Obama si affida a Phyllis Borzi: chi è l'italo americana chiamata tutelare le pensioni Usa (e a salvare l'Obamacare)

da www.ilsole24ore.com


Phyllis C. BorziPhyllis C. Borzi
Oltre 700 mila piani pensionistici privati, 2 milioni e 300 mila polizze sanitarie e altrettante pensioni integrative per una platea di 141 milioni di americani interessati. Sono i numeri che raccontano la responsabilità di Phyllis C. Borzi, robusta e sorniona sottosegretaria al dipartimento americano del Lavoro e delle politiche sociali, scelta dal presidente Barack Obama sin dalla prima legislatura e già consulente di Bill Clinton negli anni Novanta.
La Borzi, 66enne nata e cresciuta a Patchogue, sobborgo costiero a un centinaio di kilometri da Manhattan, si occupa di welfare sin dai tempi dell'università, quando ha conseguito un dottorato sulle politiche sanitarie presso la George Washington University. Oggi Phyllis è il capo di una squadra di 1000 persone che hanno il delicato compito di tutelare pensioni, assistenza sanitaria e altri benefit dei lavoratori americani nel complicato e assai accidentato percorso dell'Obama Care, il piano nazionale per la sanità che nelle intenzioni del presidente avrebbe dovuto stravolgere il sistema sanitario americano, ma che nei fatti è stato molto modificato rispetto all'impostazione originale arrivando a tagliare molti sussidi e suscitando dure reazioni in seno allo stesso Partito democratico.
Gli sforzi della Borzi sin qui si sono concentrati soprattutto sulla formulazione di una serie di regole che impongono la divulgazione chiara degli oneri dei piani pensionistici integrativi a carico dei datori di lavoro e dei beneficiari. Circa la metà degli aderenti ai piani pensionistici dichiara di non avere idea di quanto ammontano le commissioni che pagano; il 40% di loro crede che questi siano gratuiti. Inoltre, la gran parte dei fondi pensione Usa è ora a contribuzione definita, ma l'805 del patrimoni oaccumulato proviene da strutture a prestazione definita, ora in dismissione, che offrivano una copertura maggiore rispetto all'attuale: circostanza che spiazza i lavoratori e crea poca consapevolezza del proprio destino previdenziale, esattamente come accade anche in Europa e in particolare in Italia.
Anche per questo Phyllis Borzi si sta muovendo con fermezza e ma anche con realismo: «Non dico che i 401(k) sono da buttare (riferendosi ai fondi comuni utilizzati a fini previdenziali, n.d.r.). Ma bisogna essere realistici: quelli non sono piani previdenziali, visto che sono strutturati come veicoli di risparmio». La Borzi ha inoltre aumentato i fondi a disposizione dell'Affordable Care Act (il documento cardine della riforma Obama Care) che impone le regole per evitare che le assicurazioni possano rifiutare la copertura sanitaria a coloro che erano stati malati prima della sottoscrizione di una polizza e per permettere ai figli di restare a carico dell'assicurazione sanitaria dei genitori fino al compimento del ventiseiesimo anno d'età. Ma il team guidato dalla Borzi intende andare oltre, obbligando l'industria della consulenza finanziaria ad una maggiore responsabilità nei confronti della clientela, anche aumentando la vigilanza sui conflitti di interesse in questo mercato.