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mercoledì 18 dicembre 2013

Ogm e formaggio feta ostacoli alla firma del Trattato transatlantico di libero scambio

da www.atlasweb.it

    di  .  Scritto  il  18 dicembre 2013  alle  6:00.

Colture geneticamente modificate, pollo lavato col cloro, quote di carne bovina e una disputa su chi possa chiamare “feta” il celebre formaggio greco sono seri ostacoli verso il raggiungimento del più grande accordo di libero scambio del mondo.ogm
I negoziatori di Stati Uniti e Unione Europea () determineranno questa settimana un’agenda i cui punti saranno discussi a durante un terzo round di colloqui, e si prevede che le questioni alimentari saranno tra le principali.
In tempi di scarsa crescita economica su entrambi i lati dell’, i negoziati tra i due blocchi cercano di integrare i due mercati che rappresentano quasi la metà dell’economia mondiale in un sofisticato accordo che va ben oltre la riduzione dei dazi.
Ma la questione relativa ai prodotti alimentari e i vecchi temi che hanno interessato molti negoziati di libero scambio in tutto il mondo complicheranno con ogni probabilità l’attuazione dell’ambizioso Partenariato transatlantico su commercio e investimenti ( per la sua sigla in inglese) tra Bruxelles e Washington.
Il recente accordo di libero scambio tra Ue e , conosciuto come , è stato preceduto da trattative durate mesi, alla fine delle quali Bruxelles si è decisa a permettere l’ingresso di 45 mila tonnellate di carni bovine canadesi e di 75 mila tonnellate di carni suine l’anno esenti da dazi.
Pur essendo una piccola frazione della produzione dell’Ue – pari a 7,7 milioni di tonnellate di carne bovina e di 20 milioni di tonnellate di carne suina l’anno -, le importazioni colpiranno gli agricoltori irlandesi e francesi. Un eventuale accordo con Washington consentirebbe l’ingresso di una maggiore quantità di prodotti.
L’Ue ha scartato la possibilità di importare carne di animali cui sono stati iniettati ormoni e ha assicurato che non aprirà “mai e poi mai” le sue porte alle colture geneticamente modificate.
Finora, il blocco ha permesso di piantare in Europa solo due di questi tipi di colture. Un terzo caso è in attesa di approvazione da ormai dodici anni.
Su circa 450 ceppi commerciali geneticamente modificati, l’Ue ha dato il via libera all’importazione di circa 50 come mangimi per animali.
L’Ue riceve circa 30 milioni di tonnellate l’anno per gli allevamenti di bovini, suini e pollame, ma i supermercati de blocco non mettono  in vendita alimenti geneticamente modificati per i consumatori.
Intanto, l’Ue è determinata a mantenere il suo sistema di indicazioni geografiche, che protegge il diritto esclusivo dei paesi o regioni al nome dei prodotti, come lo champagne francese, il formaggio greco feta o il prosciutto di Parma italiano.