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martedì 18 settembre 2012

Gaffe di Romney: i poveri non mi interessano, non pagano le tasse e votano Obama

da www.ilsole24ore.com


Gaffe di Romney: i poveri non mi interessano, non pagano le tasse e votano Obama (Reuters)Gaffe di Romney: i poveri non mi interessano, non pagano le tasse e votano Obama (Reuters)
Stavolta Mitt Romney l'ha combinata veramente grossa. In un video 'rubato' durante una cena di raccolta fondi a porte chiuse e postato sul sito progressista Mother Jones, il candidato repubblicano offende il 47% degli americani accusandolo di votare per Obama perché «dipende dal governo», «non paga le tasse e si sente vittima» perché troppo povero. E ammette che «il suo lavoro non è certo preoccuparsi di questa gente». Frasi dure che secondo alcuni, come ad esempio Josh Barro, un analista di Bloomberg, potrebbero definitivamente costare a Romney le elezioni.

«C'è un 47% di americani che votano Obama, che sono con lui a prescindere, afferma Romney nel filmato, che dipendono totalmente dal governo, pensano di essere vittime, pensano che il governo abbia la responsabilità di dare loro il diritto alla sanità, al cibo, alla casa. Sono persone che non pagano le tasse sulle entrate. Il mio compito non può essere quello di preoccuparmi di loro, non li convincerò mai di assumersi le loro responsabilità personali e prendersi cura di loro stessi».

Il collaboratore di Mother Jones, autore dello scoop, David Corn, ha fatto sapere che le immagini si riferiscono a una cena di raccolta fondi dello scorso 17 maggio, a Boca Raton in Florida, registrate in casa di Marc Leder, un magnate della finanza. Resta ora da stabilire perchè siano state diffuse solo oggi. Detto questo, dopo le prime incertezze, lo staff di Romney ha confermato la loro veridicità, dicendo che forse queste parole «non saranno eleganti, ma confermano pensieri già espressi in pubblico». Secondo Barro, il primo analista ad aver detto la sua sulle conseguenze dirette sulla sfida elettorale, Romney ha chiarito la sua visione dei poveri, chiamandoli «dei perdenti senza speranza».
Ovviamente lo staff obamiano ha commentato acido: «E' scioccante che un candidato dica a porte chiuse, a un gruppo di ricchi donatori, che la metà degli americani sono vittime e che lui non si deve preoccupare di loro perchè dipendono dallo stato e non pagano le tasse».

Il sito Mother Jones, cliccatissimo in queste ore, infierisce titolando a piena pagina: «Romney il miliardario dice ai suoi simili cosa realmente pensa degli elettori di Obama». Ma in poco tempo la notizia balza in testa a ogni sito web dei media americani. Il New York Times titola:«Romney chiama il 47% dei votanti obamiani dipendenti dal governo». Il Washington Post, «Video rubato rivela frasi brutali». Huffington Post: «Non s'è nemmeno scusato». La rete tv Abc: «Romney conferma le sue frasi sugli elettori di Obama». La Cnn: «Per Romney il 47% sono vittime». Politico.com: «Mitt difende i video». Infine Buzzfeed che ha rilanciato al grande pubblico della rete lo scoop on-line, titola: «Incontra il vero Mitt Romney».

mercoledì 5 settembre 2012

Michelle parla al cuore degli Usa "Altri 4 anni per vincere la sfida"

da www.repubblica.it

IL DISCORSO

Protagonista assoluta della Convention democratica con un discorso diretto alla vita quotidiana e alle speranze di milioni di cittadini, innanzitutto le donne. E Obama sa che la sua rielezione passa per le parole di sua moglie di ALBERTO FLORES D'ARCAIS

CHARLOTTE - “Grazie, grazie, ma ora fatemi iniziare”. Vestita di rosa, spalle scoperte, Michelle Obama sale sul palco al ritmo di ‘Signed, sealed, delivered’ di Stevie Wonder. La platea è tutta per lei, la superstar di questa prima serata della Convention democratica di Charlotte.
   
Si rivolge all’America orgogliosa e patriottica. “Negli ultimi anni, come First Lady, ho avuto lo straordinario privilegio di viaggiare in tutto il paese. Ovunque sono stata, tra le persone che ho incontrato, nelle storie che ho sentito, ho visto l’aspetto migliore dello spirito americano”. Lo spirito di un’intera nazione che “ho visto nella gentilezza e nel calore che hanno mostrato verso la mia famiglia, soprattutto verso le mie ragazze”, che ha trovato negli insegnanti “delle scuole quasi in bancarotta che insegnano senza prendere lo stipendio”.
 
Oppure negli “eroi all’improvviso”, come chi “si lancia nelle fiamme per salvare una vita” o chi guidato per ore “per tirare fuori dai guai chi è rimasto in una cittadina allagata”. L’ha visto soprattutto nei soldati americani chiamati aalla guerra in paesi lontani, “nei nostri uomini e nelle nostre donne in uniforme, nelle orgogliose famiglie militari, nei combattenti feriti che non potevano più camminare, in chi ha perso la vista per una bomba”. Sono loro che la “ispirano ogni giorno”, che la rendono “orgogliosa”, che le ricordano “come siamo fortunati a vivere nella più grande nazione della terra”.
 
I delegati la interrompono al grido di ‘four more years’, ancora quattro anni alla Casa Bianca, lei parla di Barack, “lo amo così come è, la prima volta che ci siamo incontrati le scarpe che aveva erano mezza taglia più piccola”. Non ha mai avuto dubbi, “ero certa che sarebbe stato uno straordinario presidente”. È un discorso in cui non mancano i riferimenti personali, familiari, come aveva fatto anche Ann Romney a Tampa. Racconta della sua famiglia e di quella di Barack (“che non avevano molte risorse economiche, ma che ci hanno insegnato qualcosa di grande valore, l’amore incondizionato, la possibilità che avevamo di raggiungere quello che per loro era stato impossibile”), ricorda il padre cui venne diagnosticata la sclerosi multipla “quano io e mio fratello eravamo ancora molto giovani”. Un padre che non ha mai perso, nonostante le difficoltà, un giorno di lavoro, orgoglioso quando i due figli entrarono al college.

A differenza della moglie di Mitt, il discorso della First Lady è però anche politico. Quando parla delle difficoltà di essere un presidente, un uomo “che non ha margini di errore” quando i problemi più gravi finiscono sul suo tavolo. Perchè puoi avere “tutti i consigli, da tutte le persone”, ma quando alla fine della giornata devi prendere una decisione “l’unica cosa che ti guida sono i tuoi valori, la tua visione, le esperienze di vita”.
  
Parla della crisi (“quando ha dovuto ricostruire la nostra economia ha pensato a gente come mio padre e sua nonna”), delle tasse (“che ha tagliato per le famiglie operaie e per i piccoli imprenditori”), della sfida per salvare l’industria dell’auto, dei posti di lavoro creati. Tocca il delicato tema della riforma sanitaria, fatta perchè Barack “crede che qui in America i nostri nonni devono avere le loro medicine, i nostri figli devono potere vedere un medico se sono malati e nessuno in questo paese deve essere rovinato a causa di una malattia”. Parla della necessità di dare ai giovani l’istruzione che meritano.

Sono i grandi temi sociali su cui il presidente uscente insisterà in questi ultimi due mesi di campagna elettorale, ma che alla fine più che politici “sono problemi pesonali”, della vita di tutti i giorni. Problemi che affliggono l’americano medio e che “Barack conosce bene, come conosce le difficoltà che hanno le famiglie”. per un mondo migliore per i nostri figli, se vogliamo dare loro possibile dobbiamo essere uniti per un uomo in cui crediamo, mio marito Barack Obama''.

  È stata la notte di Michelle, che del resto oggi surclassa in popolarità il marito-presidente, che non fatica ad ammettere: “È lei la vera star della famiglia”. Nessuno (neanche Bill Clinton che parlerà questa sera) poteva riuscire meglio di lei a parlare al cuore degli americani, soprattutto a quello delle donne. La First Lady (una delle più amate della recente storia americana) in questi quattro anni alla Casa Bianca si è sempre tenuta alla larga da polemiche politiche, si è concentrata su battaglie civili (la lotta all’obesità in primis) e tra le donne - di ogni ceto e razza - riscuote i maggiori successi.
  Il finale è il suo personale ‘endorsement’ per il marito. Che sa cosa è il sogno americano “perché l’ha vissuto”. Lei é solo una “mamma in capo”, che quasi commossa conclude: “se vogliamo un mondo migliore per i nostri figli, dobbiamo essere uniti per un uomo in cui crediamo, mio marito Barack Obama”. Se resterà “four more years” alla Casa Bianca il presidente dovrà molto anche a lei.
(05 settembre 2012)

lunedì 3 settembre 2012

L'ex società di Romney sotto inchiesta per elusione fiscale

da www.ilsole24ore.com

Mitt Romney (Ap)Mitt Romney (Ap)
La società di private equity di cui Mitt Romney fu socio fondatore rischia di essere incriminata per reati fiscali. La notizia, diffusa dal sito web del New York Times, rischia di compromettere seriamente la corsa del candidato repubblicano alla Casa Bianca. Una indagine giudiziaria aperta dal procuratore capo di New York Eric Schneiderman riguarda una decina delle più grandi società americane di private equity, tra cui figura la Bain Capital, di cui Romney fu il capo. Si indaga per accertare eventuali abusi della normativa fiscale allo scopo di ridurre i propri pagamenti di imposte di molte centinaia di migliaia di dollari.
Il reato che si configura è quello che in Italia si chiamerebbe elusione fiscale, che negli Usa ha rilevanza giudiziaria. Consulente remunerate "travestite" da partecipazioni al capitale di rischio per evitare la tassazione dei compensi dei soci con l'aliquota sul reddito del 35%, ottenendo quella molto inferiore (15%) sulle plusvalenze in conto capitale. È questa l'ipotesi al vaglio della magistratura.
Tra le società nel mirino della procura ci sono KKR & Co LP, TPG Capital LP, Apollo Global Management LLC e Silver Lake Partners LP. Alcuni manager delle società indagate però, riporta il quotidiano newyorkese, sottolineano i legami di Scheiderman, democratico al primo mandato, con l'amministrazione Obama.
I collaboratori di Romney hanno respinto le accuse. Il candidato repubblicano è stato già al centro di polemiche per la ricchezza personale di 250 milioni di dollari, accumulata per gran parte proprio con la sua attività al vertice della Bain Capital. La società è finita già altre volte nel mirino degli attacchi dei democratici, che sottolineano la natura speculativa di molti investimenti. Il portavoce di Scheiderman, Jennifer Givner, non ha voluto commentare le rivelazioni del quotidiano.