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giovedì 26 aprile 2012

Usa, il Connecticut abolisce la pena di morte

da www.eilmensile.it
26 aprile 2012versione stampabile
Il diciassettesimo Stato degli Stati Uniti ad aver abolito la pena di morte è il Connecticut. L’abrogazione non avrà effetto per le 11 persone che si trovano nel braccio della morte. Firmato dal governatore Daniel Malloy, il provvedimento, trasformerà la pena capitale in carcere a vita.
”Anche se si tratta di un momento storico, per cui il Connecticut, grazie a questa decisione, si unisce ad altri 16 stati Usa e al resto del mondo industrializzato, si tratta di un momento di riflessione sobria, non di celebrazione . Negli ultimi 52 anni solo due persone sono state uccise in Connecticut e i condannati a morte che rimangono hanno piu’ probabilita’ di morire di vecchiaia che per un’esecuzione” ha dichiarato Malloy.

martedì 10 aprile 2012

Apple sfonda la soglia dei 600 miliardi Capitalizza tre volte l'intero Ftse/mib

da www.repubblica.it

Il caso

Prima di Cupertino ci era riuscita, nel 1999, solo Microsoft che però oggi capitalizza appena 260 miliardi. Nella classifica dei Paesi più ricchi sarebbe al 19esimo posto, dietro all'Indonesia e davanti alla Svizzera

di GIULIANO BALESTRERI MILANO - L'idea che Samsung possa superare Apple nella guerra degli smartphone 1 non preoccupa i mercati. E, anzi, il titolo vola. Merito anche di Facebook che con un miliardo di dollari ha rilevato Instagram 2, l'applicazione esplosa proprio sull'iPhone.

Cupertino oggi ha aggiornato il suo record storico toccando quota 644 dollari per azione e sfondando la soglia dei 600 miliardi di dollari di capitalizzazione. Un muro che infranto, prima d'ora, solo da Microsoft che chiuse il 1999 a 604 miliardi di dollari. Allora la bolla della new economy era nel suo pieno, oggi il primato e nei tablet e negli smartphone che vivono - e crescono - in scia ai social network e alle applicazioni studiate ad hoc. Da Instagram a Facebook, da Linkedin a Twitter, da AngryBirds a Tripadvisor. Tim Cook, il numero uno di Apple che ha preso il posto di Steve Jobs dopo la sua morte, non sarà tuttavia felice di leggere le analogie con i rivali di Microsoft. Dopo il record di fine millenio quando i titoli di Redmond valevano 53,6 dollari, è iniziato un lento declino: oggi Microsof vale "appena" 260 miliardi e le azioni sono scambiate a meno di 31 dollari.

Apple intanto si gode il nuovo record e continua a scalare posizioni anche nella classifica delle aziende/Paese. A metà febbraio con una capitalizzazione di 468 miliardi insidiava la ventesima posizione della Polonia (Pil a 469 miliardi), adesso ha superato la Svizzera (528 miliardi) e mette nel mirino l'Indonesia al 18esimo posto con 706 miliardi di Prodotto interno lordo. Soprattutto si allarga il divario con Exxon, la regina dei listini mondiali fino allo scorso anno e oggi retrocessa al secondo posto con una capitalizzazione di "appena" 390 miliardi (a febbario era 402 miliardi). Il Ftse Mib di Piazza Affari vale, in dollari, poco meno di 240 miliardi, l'intero Eurostoxx 50 (che raggruppa le principali società europee) capitalizza 1.500 miliardi, poco più del doppio della sola Apple.

E così chi si chiedeva come avrebbe reagito il titolo alla scomparsa di Steve Jobs, lo scorso 5 ottobre, oggi non ha più dubbi. Da allora il valore di Borsa è quasi raddoppiato: la capitalizzazione è esplosa da 353 a 600 miliardi. In 6 mesi ha recuperato 247 miliardi di dollari, abbastanza per finanziare il firewall dell'Eurozona mettendo in sicurezza, dopo la Grecia, anche la Spagna. E ogni volta che il mercato ha dubitato della capacità di Apple di mantenere il suo ritmo di crescita, almeno sotto il profilo industriale, ha ottenuto risposte secche: negli ultimi tre mesi del 2011 sono stati più gli iPhone venduti, 37 milioni, che i bambini venuti alla luce. In tutto il mondo.

(10 aprile 2012) © Riproduzione riservata

Santorum: "Per me la corsa è finita" Per Romney nomination ormai sicura

da www.repubblica.it

PRIMARIE

Dopo la pausa nella campagna elettorale, il candidato ultraconservatore annuncia la sospensione. "Ma non smetto di combattere". Dietro la scelta, anche la grave malattia della figlia Bella

dal nostro corrispondente FEDERICO RAMPINI NEW YORK - Rick Santorum si ritira, l'italo-americano che era stato fin qui l'idolo dei conservatori "puri e duri" si arrende alla logica dei numeri. L'ex senatore della Pennsylvania annuncia che "sospende la sua campagna", una convenzione che pudicamente è stata usata da tanti altri prima di lui prima di ufficializzare l'uscita di scena. Con questo importante ritiro la gara tra repubblicani per la nomination di fatto si chiude. Mitt Romney non ha più un vero rivale, la nomination per sfidare Barack Obama a novembre è sua.

Nella decisione di Santorum può avere giocato un ruolo l'improvviso peggioramento della salute di sua figlia Bella: la bambina di tre anni che soffre di Trisomia 18 è stata di recente ricoverata in ospedale. Anche se le sue chance erano da tempo ridottissime, prima del peggioramento della salute di Bella molti osservatori si aspettavano che Santorum volesse affrontare almeno il test della Pennsylvania dove si vota fra due settimane: nel suo Stato poteva ancora infliggere una sconfitta, sia pure simbolica, al numero uno.

Comunque il vantaggio di Romney è schiacciante. In termini di delegati, Santorum ne ha raccolti fin qui meno della metà. Quel che conta ancora di più è la schiacciante superiorità di Romney nella raccolta di fondi, soprattutto quei super-Pac (Political action committee) che sono diventate le "potenze parallele" con cui grandi gruppi economici intervengono nella campagna elettorale con i loro spot pubblicitari
a tappeto.

Il segnale che la sfida finale sarà tra Obama e Romney lo si è già avuto da qualche giorno, quando il presidente stesso ha cominciato a mirare i suoi attacchi personalmente sull'ex governatore del Massachusetts. Proprio oggi in Florida Obama è tornato a cavlcare quello che sarà un suo tema favorito: ha riproposto la Buffett Tax sui milionari, una tassa che dovrebbe correggere almeno parzialmente i privilegi dei ricchi. Su quel fronte Romney è vulnerabile perché per sua stessa ammissione ha pagato solo il 15% d'imposta sul suo reddito multimilionario (in parte parcheggiato in conti offshore alle isole Caimane) usufruendo dell'aliquota ridotta sui capital gain. Quel tema era stato agitato con forza proprio da Santorum, che si era presentato come l'ultraconservatore su temi valoriali (aborto e sanità) ma come un "figlio di colletti blu" più vicino all'americano medio rispetto all'opulento Romney. C'è da giurare che lo staff di Obama farà uso degli attacchi di Santorum, che torneranno utili per cercare di seminare il dubbio su Romney in alcune fasce di elettorato repubblicano.

(10 aprile 2012) © Riproduzione riservata

mercoledì 4 aprile 2012

Usa, Corte Suprema autorizza perquisizioni anche in assenza di indizi

da www.eilmensile.it

La Corte Suprema Usa ha stabilito che le persone arrestate anche per reati minori potranno essere perquisite prima di essere fatte entrare in carcere, anche in assenza di indizi concreti che facciano sospettare la detenzione di oggetti illegali o di contrabbando. Con una sentenza approvata da cinque voti contro quattro, la Corte Suprema ha infatti deciso che le forze dell’ordine hanno il diritto di far spogliare e perquisire all’arrivo in prigione chiunque venga arrestato per qualsiasi tipo di reato, senza bisogno che ci siano prove che l’individuo in questione nasconda sul proprio corpo merci di contrabbando o armi da fuoco.

Per il giudice Stephen Breyer, che ha scritto l’opinione dei quattro contrari, tali perquisizioni “sono un vero affronto alla dignità umana e alla privacy individuale” e dovrebbero essere permesse solo quando ci sono buone ragioni per effettuarle. Secondo Breyer, il Quarto Emendamento, che proibisce le perquisizioni ingiustificate, va inteso come il divieto di far spogliare e perquisire persone arrestate per crimini minori che non abbiano a che vedere con la droga o la violenza, a meno che l’ufficiale di polizia non abbia ragionevoli sospetti che l’arrestato porti addosso armi o droghe.